Da qualche giorno mi sento giù.
Non riesco a capire il motivo.
Ho poca voglia di uscire, poca voglia di muovermi in generale. Sono più silenzioso del solito, meno attento. Non c’è niente che mi entusiasmi davvero, ma nemmeno qualcosa che mi faccia stare male al punto da dire: “Ecco, è per questo.”
La prima spiegazione che mi do è sempre la stessa.
Penso che si stia riattivando il mio solito copione.
Quello che conosco bene.
Quello che mi dice che arriva l’estate, le persone partono e io rimango qui. Quello che, senza nemmeno accorgermene, trasforma “ci saranno meno persone in giro” in “sono solo”. E da lì il passo successivo è sempre lo stesso: “forse non sono nemmeno capace di fare amicizia.”
Il problema è che, questa volta, non è successo niente.
Nessuno mi ha rifiutato.
Non ho provato a conoscere qualcuno.
Non è successo nulla che giustifichi davvero quel pensiero.
È semplicemente tornato.
Continuo a farmi domande.
Forse è il lavoro.
Forse è il fatto che il posto in cui lavoro, in questo periodo, si è svuotato.
Forse è solo stanchezza.
Più provo a trovare una causa, più mi accorgo che non ce n’è una sola.
Poi finisco a immaginare una cosa molto semplice.
Se potessi andare via adesso, dove andrei?
La risposta arriva senza pensarci.
Tornerei al mio paese.
E lì mi accorgo che sto cercando la risposta nel posto sbagliato.
Non voglio tornare perché lì la vita è migliore.
Non voglio tornare perché i problemi spariscono.
Voglio tornare perché so che c’è qualcuno con cui uscire.
È una differenza sottile.
Non sogno un viaggio dall’altra parte del mondo.
Non cerco qualcosa di straordinario.
Mi manca una cosa molto più semplice.
Sapere che, se mi viene voglia di uscire, posso prendere il telefono e trovare qualcuno.
Forse è questo che oggi mi pesa davvero.
Non tanto la solitudine in sé, ma l’assenza di quella tranquillità che ti fa pensare: “Stasera, se mi va, non sarò da solo.”
E allora mi viene in mente un’altra cosa.
Sono partito convinto che il problema fossi io.
Che fosse tornata quella voce che mi ripete di non essere capace di costruire relazioni.
Ma, se ci penso bene, oggi non ho nessuna prova che sia così.
Non è successo niente che lo confermi.
Quello che vedo è un’altra cosa.
Sono stanco.
Il lavoro mi pesa.
Le persone intorno a me stanno partendo.
E in questo momento mi manca una rete di persone abbastanza vicina da rendere spontaneo uscire.
Forse c’è una differenza enorme tra queste due frasi.
“Non sono capace di fare amicizia.”
e
“In questo momento mi manca qualcuno con cui uscire.”
La prima è un giudizio su di me.
La seconda è una fotografia della mia vita oggi.
E le fotografie, a differenza dei giudizi, possono cambiare.